Ultimo aggiornamento: gennaio 2026

Il provvedimento comunemente noto come Sismabonus prevede una detrazione di imposta (IRPEF o IRES), concessa sia ai privati sia alle imprese, delle spese sostenute per interventi antisismici realizzati sugli immobili situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (la gran parte del territorio nazionale). La misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027.

Cosa prevede il Sismabonus per aziende

Le aziende hanno la possibilità di accedere agli incentivi fiscali per realizzare interventi di miglioramento sismico su immobili esistenti adibiti all’attività d’impresa, a condizione che le opere siano progettate nel rispetto dei criteri previsti dalle NTC 2018. Per quanto riguarda le imprese soggette all’IRES, la detrazione spetta in virtù del diritto di proprietà o di utilizzo dell’immobile, a prescindere dal fatto che l’edificio sia o meno un bene strumentale. Questo principio è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 8/E del 2019.

Sismabonus per capannoni prefabbricati

Sismabonus per aziende

Nel caso specifico dei capannoni prefabbricati, l’agevolazione può riguardare anche interventi locali, finalizzati a eliminarne le principali vulnerabilità, come l’assenza di collegamenti efficaci tra gli elementi strutturali (individuati in origine dalla L.122/2012, conversione del D.L. 74/2012 nel contesto del sisma del 2012). In particolare si fa riferimento a tutte quelle opere volte a creare “collegamenti duttili”, cioè non rigidi tra gli elementi strutturali degli edifici prefabbricati.

Sismabonus aziende: regole 2026 e aliquote

1. Aliquote e limiti di spesa
Per il 2026
, la detrazione fiscale rimane al 36% (art. 1, comma 22, L. 199/2025 – Legge di Bilancio 2026) su un massimo di spesa di 96.000 euro per ogni unità catastale dell’immobile.
Dal 2027, l’aliquota scenderà al 30%, mantenendo invariato il tetto massimo di spesa.

2. Requisiti tecnici
Non è più necessario dimostrare il miglioramento della classe di rischio sismico. Gli interventi devono comunque rispettare i criteri di progettazione antisismica previsti dalle NTC 2018.

3. Durata della detrazione
La detrazione è suddivisa in 10 anni, con rate annuali di pari importo.

4. Ambiti di applicazione
Sono ammessi interventi su immobili ubicati in zone sismiche 1, 2 e 3, compresi gli immobili destinati ad attività d’impresa, tra cui capannoni prefabbricati e strutture produttive.

5. Modalità di detrazione
Le spese sono detraibili per competenza, ovvero in base agli stati di avanzamento dei lavori approvati e accettati senza riserve.

Con gli interventi locali nei capannoni prefabbricati la detrazione conviene di più

Per gli interventi che interessano le attività produttive, particolare menzione meritano gli interventi locali. Come previsto dalle NTC, si tratta di opere che riguardano singole parti e/o elementi della struttura e che non modificano il comportamento globale e non riducono la sicurezza preesistente. In questo caso sono finalizzate a creare collegamenti efficaci in corrispondenza dei nodi tra elementi prefabbricati di copertura senza irrigidire la struttura.

Sismabonus per imprese
Sismabonus per aziende - collegamento trave-pilastro di uno stabilimento

Il grande vantaggio di questa tipologia di intervento è quello di rappresentare un ottimo compromesso tra sicurezza sismica e costi: si eliminano vulnerabilità dovute alla mancanza di collegamenti efficaci con un iter autorizzativo più snello e più semplice. Gli interventi sono poco invasivi, solitamente concentrati a livello della copertura, con minime interferenze sull’attività produttiva.

Il tetto di spesa finanziabile su cui calcolare la detrazione del 36% (in vigore dal 1° gennaio 2025) resta pari a 96.000 euro per unità immobiliare.

Proprio in questo ambito sono largamente utilizzati i dispositivi antisismici Sismocell, che creando connessioni a fusibile dissipativo, rispondono al criterio dei collegamenti “duttili”, cioè non rigidi, individuati nella normativa fiscale Sismabonus, per la messa in sicurezza degli edifici prefabbricati.