Il contesto: riqualificazione e messa in sicurezza sismica
Il progetto nasce come intervento di riqualificazione di un capannone prefabbricato esistente destinato a diventare la sede di laboratori dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. L’obiettivo iniziale era adattare gli spazi rendendoli funzionali alle nuove attività didattiche e di ricerca. In fase di progettazione è però emersa anche la necessità di risolvere le vulnerabilità sismiche della struttura esistente. Nel progetto quindi, oltre agli interventi di riqualificazione architettonica, è stato inserito un intervento di miglioramento sismico per poter garantire maggiore sicurezza agli utenti dei nuovi spazi.
Le criticità della struttura esistente
L’edificio presenta una struttura snella e flessibile, con copertura a shed caratterizzata da elementi inclinati e lucernari: una geometria che richiedeva soluzioni capaci di adattarsi alle caratteristiche dell’esistente senza alterarne l’equilibrio strutturale.

In un edificio di questo tipo, irrigidire eccessivamente i collegamenti avrebbe potuto modificare la risposta al sisma con il rischio di introdurre nuove criticità anziché risolvere quelle esistenti. Era quindi necessario installare connessioni in grado di accompagnare il comportamento della struttura, anziché contrastarlo.

La soluzione tecnica: tre dispositivi per tre esigenze
Per rispondere a questa esigenza sono stati impiegati tre tipologie di dispositivi, ciascuno calibrato sulla specifica funzione all’interno della struttura: SismoCell sui nodi trave-pilastro, SismoBox sugli elementi di copertura e SismoShock per i pannelli di tamponamento.

Per i pannelli di tamponamento, il progettista ha svolto un’indagine termografica preliminare per individuare con precisione la tipologia costruttiva e definire il corretto posizionamento di ancoraggio dei dispositivi antisismici per i pannelli.
La possibilità di adattare i dettagli di collegamento alla geometria esistente si è rivelata determinante, in particolare per i pannelli orizzontali posti alle quote più elevate, tra gli elementi maggiormente esposti in caso di evento sismico. La flessibilità di SismoShock ha consentito di realizzare il collegamento anche in questa particolare configurazione, accompagnando gli spostamenti della struttura senza irrigidirne il comportamento.


Velocità di installazione e interventi non invasivi
L’intervento di messa in sicurezza della struttura è stato eseguito in parallelo ad altre lavorazioni architettoniche e strutturali, tra cui la realizzazione di una nuova struttura in acciaio con funzione di soppalco all’interno del capannone stesso.
“Il montaggio dei dispositivi Sismocell è stato semplice e poco invasivo, e non ha condizionato lo svolgimento delle altre attività”, racconta uno degli installatori coinvolti nell’intervento. “La parte più impegnativa è stata adattare i dispositivi ai pannelli più alti, ma la flessibilità del sistema ci ha permesso di procedere senza mai rallentare l’avanzamento complessivo del cantiere”, prosegue.
L’installazione dei dispositivi, su una superficie di circa 1.800 m², è stata completata in circa 10 giorni.


Un esempio concreto di come la sicurezza sismica possa integrarsi in un progetto di riqualificazione complesso senza interferire con le altre lavorazioni e con gli obiettivi complessivi dell’intervento. La messa in sicurezza della struttura esistente è così diventata parte integrante del processo di trasformazione dell’edificio, senza condizionarne tempi e modalità di esecuzione.
Interventi antisismici realizzati per la riduzione del rischio sismico
- Collegamenti dissipativi trave-pilastro mediante dispositivi a fusibile dissipativo SismoCell
- Collegamenti dissipativi tegoli di copertura-trave mediante dispositivi a fusibile dissipativo SismoBox
- Collegamenti dissipativi dei pannelli di tamponamento mediante dispositivi a fusibile dissipativo SismoShock











