La classificazione del rischio sismico degli edifici

Da marzo 2017, con l’entrata in vigore del D.M. n. 58 del 28 febbraio 2017 ss.mm.ii, sono operative le “Linee guida per la Classificazione del Rischio Sismico delle Costruzioni” messe a punto per definire i criteri per la classificazione sismica degli edifici.  Si tratta di una metodologia che consente di associare agli edifici una classe di rischio sismico (sono state introdotte in totale 8 classi di rischio), sulla falsariga di quanto già in vigore per la classificazione energetica. La classificazione è sostanzialmente una semplificazione utile a regolare gli incentivi fiscali, legati alla misura del Sismabonus. Nelle zone 1-2-3 gli incentivi fiscali previsti dal Sismabonus sono potenziati se si ottiene una riduzione di classe di rischio arrivando a coprire fino all’80% della spesa.

Le Linee Guida rappresentano un approccio innovativo alla determinazione del Rischio sismico delle costruzioni esistenti che si basa su 2 principali indicatori:

  • salvaguardia della vita umana;
  • possibili perdite economiche, dirette e indirette.

Le Linee Guida consentono di attribuire a un edificio una specifica classe di Rischio sismico che va da A+ a G.

Cosa si intende con “Rischio sismico”

Il Rischio Sismico è una misura matematica e ingegneristica che serve a valutare il danno atteso a seguito di un terremoto. É la risultante di tre indicatori.

RISCHIO SISMICO = Pericolosità x Vulnerabilità sismica x Esposizione

  • Pericolosità: si misura in base alla classificazione sismica del territorio. Dipende quindi dalla maggiore o minore probabilità che nell’area si verifichi un sisma e dal suo grado di intensità.

  • Vulnerabilità sismica: dipende dall’edificio e da come è stato costruito. Se è cioè più o meno soggetto a subire danni in caso di scosse.

  • Esposizione: fattore importantissimo che fa riferimento alla presenza umana e alla concentrazione delle attività che si svolgono in un determinato luogo. Un’area desertica anche se classificata come sismica, presenta un livello di esposizione pressoché nullo. Invece una zona, anche non altamente sismica, che ospiti ad esempio, attività produttive ad alta intensità di capitale presenta un’esposizione elevata.

Classificazione sismica attraverso un indicatore di rischio sismico
Classificazione sismica con un indicatore di rischio sismico

Due i metodi per la determinazione della Classe di Rischio Sismico

Metodo semplificato

che prevede una classificazione sismica speditiva prevista in casi particolari:

  • per i capannoni industriali prefabbricati, anche senza una preventiva attribuzione della classe di rischio sismico, è possibile fruire del Sismabonus al 70% (salto di una classe), con interventi che eliminino le carenze nelle unioni di elementi strutturali tramite collegamenti duttili;
  • per gli edifici in muratura e solo per alcune categorie di interventi descritti nell’Allegato A del D.M. n. 58 del 28 febbraio 2017 ss.mm.ii;
  • per gli edifici in calcestruzzo armato: se la struttura è stata originariamente concepita con la presenza di telai in entrambe le direzioni, confinando tutti i nodi perimetrali non confinati, scongiurando il ribaltamento delle tamponature e ripristinando le porzioni degradate o ammalorate.
Due i metodi per la determinazione della Classe di Rischio Sismico
Metodo convenzionale

applicabile a qualunque tipologia di costruzione e si avvale dei convenzionali metodi di classificazione sismica previsti nelle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018). In questo caso sono presi in considerazione 2 parametri:

  • EconomicoClasse PAM (perdita annua media attesa) che rappresenta il costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici possibili nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione.
  • Sicurezza: Classe IS-V (indice di sicurezza) rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della vita e quella prevista nel sito per un nuovo edificio.
classificazione sismica - classi PAM IS V

La classe di rischio si individua mettendo in relazione i due parametri, privilegiando nel confronto la classe più bassa di rischio sismico.

Per collocare adeguatamente l’edificio nella classe di rischio di partenza e per valutare la classe migliorativa, è necessario l’intervento di un tecnico professionista che predisponga una valutazione della sicurezza con una diagnosi sismica dell’edificio allo stato di fatto e ne asseveri la classe migliorativa raggiunta dopo gli interventi secondo le modalità previste dalla legge.

Una volta determinata la classe di rischio sismico e realizzati gli interventi di miglioramento si potrà usufruire degli incentivi fiscali in base al salto di classe raggiunto dopo i lavori. Il metodo permette infatti di applicare il sistema premiale che innalza progressivamente la percentuale detraibile ordinaria del 50%.  Si passa infatti a una detrazione del 70% delle spese sostenute per interventi che riducono di una posizione la classe di rischio e all’80% in caso di interventi che consentono una riduzione di due classi di rischio.

Percentuali di detrazione Sismabonus

L’incentivo fiscale è quindi modulato come segue:

  • detrazione del 50% per interventi di messa in sicurezza senza passaggio di classe;
  • detrazione del 70% per interventi con riduzione di una classe di rischio;
  • detrazione dell’80% in caso di interventi con riduzione di due classi di rischio.