
La prevenzione sismica aziendale si traduce nella scelta di tecnologie evolute che garantiscono al contempo massima protezione dei lavoratori e continuità operativa del business.
È questo l’approccio che ha guidato SICIM S.p.A. – gruppo industriale di riferimento a livello internazionale nel settore Oil & Gas per la progettazione e costruzione di grandi infrastrutture di trasporto e impianti energetici – nella scelta di rendere sicuri sismicamente i propri capannoni. Abituata a operare secondo i più stringenti standard di sicurezza e qualità ingegneristica nei contesti globali più sfidanti, l’azienda ha applicato la stessa attenzione nella tutela dei propri asset produttivi.
Un passo in avanti strategico che ha portato all’adozione dei dispositivi dissipativi della gamma Sismocell, coniugando l’efficacia strutturale alla continuità operativa del sito.
Il contesto
Il sito SICIM ospita un complesso articolato di fabbricati industriali, alcuni dei quali di costruzione recente e già progettati secondo i criteri antisismici vigenti.
Invece, i capannoni più datati — strutture prefabbricate in calcestruzzo armato degli anni ’80 e ’90, adibite principalmente a magazzino e logistica interna — avevano forti criticità sotto il profilo della sicurezza sismica, in quanto privi di collegamenti efficaci tra gli elementi strutturali principali e secondari.

Questi edifici, per una superficie complessiva di circa 3.000 mq, presentano la tipica copertura a tegoli doppio TT appoggiati su travi a doppia pendenza. Come noto, la vulnerabilità sismica di queste strutture dipende soprattutto dalla mancanza di collegamenti efficaci tra gli elementi: i nodi trave-pilastro e i nodi trave-tegolo sono i punti più critici durante un evento sismico.
La soluzione adottata: dispositivi dissipativi
Già a seguito del terremoto dell’Emila 2012, l’azienda aveva avviato un programma di riduzione del rischio sismico con l’inserimento, in altri edifici, di carpenterie metalliche che avevano irrigidito i nodi, soluzione oggi superata da interventi più efficaci, che l’azienda ha scelto di adottare per il miglioramento sismico della struttura in oggetto.
La scelta progettuale ha quindi previsto l’installazione di collegamenti dissipativi: dispositivi che durante un importante movimento sismico assorbono e dissipano l’energia trasmessa dall’evento, riducendo le forze che si scaricano sull’intera struttura.

L’intervento ha interessato sia i nodi trave-pilastro, con l’installazione dei dispositivi SismoCell, sia i nodi trave-tegolo con l’installazione di dispositivi SismoBox. In quest’ultimo caso, è stato necessario sviluppare una soluzione specifica poiché la nervatura dei tegoli a doppio TT risultava ribassata rispetto all’estradosso della trave. Si è studiato così un sistema di ancoraggio laterale, posizionando i dispositivi sul fianco della trave in corrispondenza del supporto del tegolo, ottenendo la stessa efficacia dissipativa.


Tempistiche, continuità operativa e risultati
L’intero intervento di miglioramento sismico è stato completato in circa 30 giorni lavorativi, con un impatto minimo sulle attività del sito. Uno degli aspetti più critici per qualsiasi azienda che affronta un progetto di questo tipo è proprio la gestione della continuità operativa: fermi produttivi, sgombero dei locali e interruzione della catena logistica interna possono generare costi indiretti rilevanti, spesso superiori al valore dell’intervento stesso.

Il caso SICIM dimostra che è possibile adottare misure per garantire la sicurezza sismica senza interferire sulla continuità operativa dell’azienda. In generale, la scelta di installare dispositivi dissipativi Sismocell — con tempistiche contenute e senza fermare la produzione — rappresenta un esempio concreto di come si possa parlare di prevenzione sismica aziendale efficace e pienamente compatibile con la vita operativa dell’impresa.
Per le realtà industriali che gestiscono strutture prefabbricate datate, questo caso offre una prospettiva chiara: migliorare la sicurezza sismica dei propri capannoni è possibile, in tempi brevi e senza interruzioni.











