Intervista all’Ing. Gualano per l’intervento in FB Inox S.r.l.

In questa intervista a cura di Emanuela Ursino – giornalista e web editor – raccogliamo il punto di vista dell’Ing. Gualano, progettista strutturale per F.B. INOX S.r.l., un’importante azienda specializzata nella lavorazione di fondi bombati in acciaio di grandi dimensioni. L’intervento di miglioramento sismico del capannone produttivo è stato realizzato con il sistema Sismocell, in una configurazione tecnica che ha richiesto soluzioni ingegneristiche su misura. Lo stretto confronto tra progettista, committenza e staff tecnico ha permesso di risolvere le problematiche connesse alla complessità del fabbricato, integrando i dispositivi in modo funzionale alla struttura e garantendo la continuità produttiva.

Cosa vi ha spinto a considerare un intervento di miglioramento sismico?
Innanzitutto, la mia formazione accademica: mi sono laureato in ingegneria civile indirizzo strutture sviluppando una tesi proprio sul miglioramento sismico di un complesso industriale. Quindi, quando è stato riclassificato sismicamente il territorio, potendo accedere agli incentivi fiscali per gli interventi di miglioramento sismico e in occasione dei lavori in essere per l’ampliamento degli uffici a servizio del fabbricato, ho proposto alla proprietà di investire anche sul capannone. La proprietà ha risposto in modo molto positivo, spinta dalla volontà di garantire un ambiente di lavoro sicuro e moderno.

Miglioramento sismico su capannone industriale con sistema Sismocell

Quali criticità presentava il fabbricato e che tipo di soluzioni avete preso in considerazione?
La criticità principale era la carenza di connessioni tra gli elementi strutturali, tipica degli edifici prefabbricati di quell’epoca. Per fronteggiare tale carenza abbiamo preso in considerazione diversi sistemi di staffaggio, dissipativi e rigidi, confrontandone costi e benefici.

Perché avete scelto proprio il sistema Sismocell?
La scelta di optare per un sistema dissipativo è dipesa dalla volontà di non limitare l’intervento alla realizzazione di una semplice connessione tra gli elementi, ma anche di ridurre le sollecitazioni in gioco. Soprattutto alla base dei pilastri, nell’ ottica di garantire un minor costo e una minore invasività di interventi di ripristino nell’eventualità di un evento sismico significativo. La scelta del sistema Sismocell è stata dettata da considerazioni sia tecniche sia economiche. Il costo dell’intervento risultava infatti inferiore rispetto a soluzioni tecnicamente comparabili. In particolare, abbiamo preso in considerazione per ciascun dispositivo e per ogni singolo evento, la necessità o meno di sostituirlo, unitamente al fatto di poter sostituire non tutta la connessione, bensì il solo dispositivo dissipativo.

Quali sono state le difficoltà principali in fase di cantiere e come le avete superate?
La principale criticità è stata l’impossibilità di interrompere la produzione e la conseguente difficoltà nel raggiungere alcuni nodi, in prossimità dei macchinari.

FB Inox vanta competenze tecniche elevate: com’è stato il confronto tra progettista, committenza e staff tecnico Sismocell?
Devo riconoscere che è stato più efficace e proattivo delle aspettative. Non solo abbiamo ricevuto un completo ed utile supporto alla progettazione, ma anche alla pianificazione dei lavori e alla risoluzione, per così dire, a tavolino, delle criticità legate alla posa in opera.

C’è stato un focus anche sulla fase di manutenzione futura: quanto è stato importante parlarne già in sede progettuale?
Come dicevo, è stato un punto focale per la proprietà, che l’ha spinta ad optare sulla tecnologia delle connessioni dissipative in generale e in particolare per la soluzione proposta da Sismocell.

Se dovesse descrivere Sismocell in 3 parole, quali sceglierebbe e perché?
Veloce: è un sistema che permette di risolvere la maggior parte dei problemi anticipandoli in fase progettuale, velocizzando e semplificando, nei limiti del possibile, la messa in opera

Versatile: per sua natura lascia molta flessibilità nel progetto delle connessioni; quindi, si adatta molto bene alle particolarità rilevabili in opera

Vincente: nel senso che personalmente trovo l’idea di un elemento dissipativo sostituibile in caso di evento, senza comportare l’intera sostituzione della connessione, molto intelligente e, come va di moda dire, green.