Intervista all’Ing. Rebizzi per l’intervento di miglioramento sismico in Farm Service S.r.l.

Ing. Rebizzi

In questa intervista a cura di Emanuela Ursino raccogliamo il punto di vista dell’Ing. Marco Rebizzi, progettista incaricato da Farm Service S.r.l., azienda che opera nel settore delle biotecnologie con sede a Reggio Emilia. L’intervento di miglioramento sismico è stato realizzato su un capannone prefabbricato in un contesto ambientale complesso, con l’obiettivo di garantire sicurezza e continuità operativa. Le soluzioni adottate – l’installazione dei dispositivi SismoCell, SismoBox e SismoShock – sono state definite in collaborazione con il team tecnico Sismocell.

Qual è stata la motivazione principale che ha spinto l’azienda a programmare un intervento di miglioramento sismico sullo stabilimento?
L’edificio, risalente ai primi anni ’90, mostrava già a un’analisi visiva i segni del tempo. Poiché ospita macchinari essenziali per il processo produttivo, si rendeva necessaria una revisione degli standard di sicurezza strutturale. L’azienda ha scelto un investimento di lungo periodo per garantire la continuità operativa e la tutela del valore dei propri asset.

Quali sono stati gli elementi più complessi da gestire in fase progettuale?
Senza dubbio la necessità di dover intervenire senza interrompere il processo aziendale, quindi in un contesto di piena operatività di uomini e mezzi.

Il fabbricato presentava alcune criticità legate ai pannelli di tamponamento esterni: i dispositivi SismoShock hanno soddisfatto gli obiettivi di progetto?
Il tamponamento perimetrale è composto di elementi verticali molto snelli, vincolati base-testa. L’intervento ha avuto lo scopo di adeguare le prestazioni dei vincoli esistenti, mediante il rinforzo del cordolo alla base e l’installazione di dispositivi SismoShock alla sommità. Sono inoltre state realizzate delle piastre per vincolare tra di loro i pannelli. L’ adozione dei dispositivi SismoShock consente di disaccoppiare il tamponamento dalla struttura portante, limitando il trasferimento delle azioni sismiche.

Perché ha scelto di affidarsi al sistema Sismocell e quali caratteristiche l’hanno convinta rispetto ad altre soluzioni?
La modulabilità del sistema, unita al fatto che l’installazione dei dispositivi — essendo puntuale — risulta rapida e poco invasiva, rappresenta un ulteriore vantaggio. Il sistema può inoltre essere facilmente implementato in futuro.

L’intervento ha richiesto l’uso combinato di dispositivi SismoCell, SismoBox e SismoShock: come si è svolta la definizione tecnica delle soluzioni?
E’ stata fatta un’analisi delle sollecitazioni sui singoli elementi, in funzione della loro tipologia e della gerarchia strutturale, al fine di definire l’intervento più appropriato.

Quali sono state le principali difficoltà in fase di installazione e come le avete affrontate insieme allo staff tecnico?
È stato organizzato un programma di installazione in grado di limitare sovrapposizioni tra personale dell’azienda e gli operatori dell’impresa esecutrice. La logistica, complicata dalla presenza di piping e macchinari ad alta densità in prossimità dei nodi oggetto di intervento, ha richiesto adattamenti in corso d’opera: sia sulla parte impiantistica, sia sul posizionamento degli elementi sismo resistenti, anche tramite carpenterie metalliche accessorie.

Come descriverebbe il rapporto di collaborazione con il team Sismocell lungo le varie fasi del progetto?
La collaborazione è stata realmente proficua fin dai primi colloqui esplorativi, ed è proseguita in modo efficace nella fase di definizione dell’intervento e, soprattutto, durante la realizzazione. È stato un percorso condiviso. Il contributo dello staff tecnico di Sismocell si è rivelato un valore aggiunto per il mio studio anche nelle fasi più concitate di cantiere, con confronti in tempo reale in cui sono state discusse e condivise soluzioni a dinamiche impreviste.

Se dovesse sintetizzare l’esperienza con Sismocell in tre parole, quali sceglierebbe?
Scientifica, efficace, concreta.