La Legge di Bilancio 2026 conferma per tutto il 2026 l’assetto introdotto nel 2025 per i bonus edilizi, compreso il Sismabonus. Si tratta di detrazioni d’imposta applicabili a interventi mirati alla messa in sicurezza sismica (e, per le persone fisiche anche al recupero edilizio), nei limiti e alle condizioni previste dalla norma. Le aliquote 2026 in sintesi:
- per gli immobili adibiti ad attività d’impresa (capannoni, stabilimenti, prefabbricati, attività commerciali etc.) e quindi per tutti i soggetti IRES, l’aliquota utile è del 36% per le spese 2026, destinata a scendere al 30% dal 2027. La maggiorazione “prima casa” non è applicabile;
- confermati i capisaldi operativi: massimale 96.000 euro per unità immobiliare e ripartizione in 10 quote annuali;
- Per i soggetti IRES vale il criterio di competenza nella determinazione delle spese agevolabili.
Dal 2025, per accedere al Sismabonus non è più necessario attribuire all’edificio una classe di rischio né dimostrare un miglioramento “in classi”. L’aliquota è definita dalla norma (per le abitazioni conta anche la condizione di “prima casa”) e gli interventi devono essere progettati secondo le previsioni delle NTC 2018.
Sismabonus: breve panoramica sull’andamento storico delle aliquote (2017–2027)
Dal 2017 al 2024 il Sismabonus prevedeva aliquote più elevate e un sistema premiante legato al miglioramento della classe di rischio, con percentuali fino a 70-80% (e regole specifiche per condomìni e parti comuni). Con la Legge di Bilancio 2025 è iniziata la rimodulazione verso un impianto più “standardizzato” non più premiante sul salto di classe, con una maggiorazione legata all’abitazione principale.
La Legge di Bilancio 2026 conferma per tutto il 2026 il regime: 50% (prima casa) / 36% (per imprese e altri casi). Dal 2027, ulteriore riduzione: 36% per abitazione principale e 30% per gli altri immobili.
Sismabonus e capannoni: cosa significa in concreto
Nel caso dei capannoni prefabbricati, l’agevolazione riguarda gli interventi antisismici, progettati e asseverati secondo le NTC 2018, anche quando sono interventi locali mirati a eliminare le criticità tipiche di queste costruzioni. Nello specifico gli interventi sono:
- collegamenti dissipativi trave–pilastro,
- collegamenti dissipativi tra travi ed elementi di copertura,
- collegamenti antiribaltamento dei pannelli di tamponamento dei prefabbricati.


Installare i dispositivi Sismocell significa seguire l’approccio oggi più conveniente: intervenire dove davvero serve per migliorare la sicurezza dei prefabbricati, cioè sui collegamenti, con soluzioni in grado di aumentare l’efficacia complessiva del comportamento strutturale.