Ordine Ingegneri della provincia di FirenzeSeminario promosso da

Ordine ingegneri di Firenze e

Sismocell – Reglass

 Cosa emerge

Il miglioramento sismico delle strutture industriali è un obbligo di legge e una necessità inderogabile per tutelare vite umane e salvaguardare l’economia dei territori. Gli interventi sono oggi più semplici e meno costosi grazie a tecnologie innovative che prevedono l’impiego di dispositivi antisismici. Ecco quanto emerso nel corso del seminario, “Nuove tecnologie per il miglioramento sismico delle strutture prefabbricate” che si è tenuto giovedì 26 novembre al Starhotels Michelangelo di Firenze.

L’incontro promosso dall’Ordine degli ingegneri di Firenze è stato organizzato da SismocellReglass H.T. S.r.l. di Minerbio (BO). Sono intervenuti l’Ing. Nicola Mordà, DoMo Studio di Torino; l’Ing. Andrea Vittorio Pollini, responsabile della ricerca nel campo dei dispositivi antisismici per il brand Sismocell di Reglass H.T. e l’Ing. Devis Sonda titolare di Miyamoto International, Milano.

E’ l’ing. Devis Sonda, che fornisce una esauriente panoramica sulle tecnologie più innovative per realizzare opere di adeguamento e miglioramento sismico degli edifici con focus sui dispositivi antisismici. Di varie tipologie e molteplici principi di funzionamento, sono di adozione ancora poco diffusa in Italia e rappresentano la vera avanguardia per la messa in sicurezza. “Secondo l’approccio progettuale più tradizionale – spiega l’ing. Sonda – si prevede che l’edificio costruito secondo criteri antisismici, sia esso stesso in grado di dissipare l’energia dell’azione sismica. Ciò significa che in seguito a un terremoto una struttura così progettata, pur avendo preservato l’incolumità delle persone, risulterà danneggiata. In alcuni casi, a tal punto, da renderne necessaria la demolizione perché non convenienti interventi di ripristino. Per la normativa infatti è sufficiente evitare perdite umane non rilevando l’entità delle perdite materiali. L’applicazione dei dispositivi invece, consente di ridurre drasticamente i danni all’edificio permettendo di concentrare il danneggiamento su di essi e mantenendo integra la struttura”. E preservare le strutture produttive significa rapida ripresa dell’attività produttiva, minime ripercussioni sull’occupazione e salvaguardia del patrimonio aziendale.

L’ing. Andrea Vittorio Pollini, in particolare, illustra il funzionamento di un specifico dispositivo antisismico, Sismocell.  Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012, ha evidenziato, alcune vulnerabilità delle strutture prefabbricate: tra esse la più rilevante è l’assenza di collegamento trave-pilastro. “Sismocell, innovativo dispositivo antisismico – spiega l’ing. Pollini -, rappresenta una soluzione efficace per sanare la mancanza di connessioni nelle strutture prefabbricate. Si tratta di una cella cilindrica in acciaio e fibra di carbonio che montata sul nodo di collegamento trave-pilastro dei capannoni industriali, conferisce capacità dissipative alla struttura. Funziona come un fusibile assorbendo entro certi limiti, l’energia sprigionata dalle scosse.” Brevettato e certificato da Reglass H.T., Sismocell è stato messo a punto in collaborazione con l’Università di Bologna. E’ un presidio efficace e di costo contenuto (intorno ai 4-5 euro/mq per la fornitura del dispositivo). La scarsa invasività degli interventi che ne prevedono l’applicazione, ne consente poi, la messa in opera riducendo al minimo le interferenze con l’attività lavorativa.

Si è quindi fatto il punto sull’ambito di applicabilità della legge sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs 81/2008). In evidenza l’obbligo del datore di lavoro di tutelare i dipendenti da tutti i possibili rischi, anche da quelli derivanti da calamità naturali inclusi quindi i terremoti. “… le valutazioni sul rischio che accada un terremoto in una determinata area – spiega l’ing. Nicola Mordà –  hanno subito nel tempo un’evoluzione. Dopo il 2003 numerose aree del Paese sono passate da rischio zero a rischio sismico: basso in alcuni casi, più elevato in altri. Dove la classificazione evidenzia il rischio sismico – continua l’ing. Mordà – il verificarsi di un terremoto è considerato possibile, ne discende, secondo la legge, l’obbligo di una revisione del documento di valutazione dei rischi che rende di fatto opportuna la previsione di interventi di miglioramento sismico delle strutture”.  E questo è importante a maggior ragione nelle aree che non erano classificate come sismiche. Proprio qui si rileva infatti una maggiore vulnerabilità degli edifici esistenti, nella gran parte dei casi, non costruiti per resistere in modo adeguato a terremoti anche di scarsa entità.