La classificazione del rischio sismico degli edifici

Criteri di massima del provvedimento

Il 20 febbraio 2017 l’Assemblea generale del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha approvato le “Linee Guida per la classificazione del rischio sismico”. Si tratta di una metodologia che consente di classificare gli edifici, definendo delle classi di rischio sulla falsariga di quelle già in vigore per la classificazione energetica. La classificazione è sostanzialmente una semplificazione utile a regolare gli incentivi fiscali, legati alla misura Sismabonus introdotta dalla legge di Stabilità del 2016.

Le linee Guida rappresentano un approccio innovativo alla determinazione del Rischio sismico delle costruzioni esistenti che si basa su 2 assunti fondamentali.

  1. La salvaguardia della vita umana
  2. La considerazione delle possibili perdite economiche e delle perdite sociali

Rischio sismico

Il Rischio sismico è una misura matematica e ingegneristica che serve a valutare il danno atteso a seguito di un terremoto. E’ la risultante di tre componenti.

RISCHIO SISMICO = Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione

  • Pericolosità: si misura in base alla classificazione sismica del territorio. Dipende quindi dalla maggiore o minore probabilità che nell’area si verifichi un sisma e dal suo grado di intensità.
  • Vulnerabilità: dipende dall’edificio e da come è stato costruito. Se è cioè più o meno soggetto a subire danni in caso di scosse.
  • Esposizione: fattore importantissimo che fa riferimento alla presenza umana e alla concentrazione delle attività che si svolgono in un determinato luogo. Un’area desertica anche se classificata come sismica, presenta un livello di esposizione pressoché nullo. Invece una zona, anche non altamente sismica, che ospiti ad esempio, attività produttive ad alta intensità di capitale presenta un’esposizione elevata.

Classificazione sismica

Le Linee Guida consentono di attribuire a un edificio una specifica classe di Rischio sismico che va da A+ a G

Classificazione-sismica

Due i metodi per la determinazione della Classe di Rischio

Metodo semplificato che prevede una valutazione economica e speditiva prevista in casi particolari:

  1. per i capannoni industriali e le strutture assimilabili. Nel caso specifico, anche senza una preventiva attribuzione della classe di rischio, è possibile fruire del Sismabonus al 70% (salto di una classe), con interventi che eliminino le carenze nelle unioni di elementi strutturali tramite collegamenti duttili;
  2. per gli edifici in muratura e solo per alcune categorie di interventi contenuti nelle tabelle 4, fig. 2 e 6 dell’allegato A del decreto n.65 del 7 marzo 2017;
  3. per gli edifici in calcestruzzo armato: se la struttura è stata originariamente concepita con la presenza di telai in entrambe le direzioni, è possibile diminuire il rischio e quindi fruire del Sismabonus, confinando tutti i nodi perimetrali non confinati, scongiurando il ribaltamento delle tamponature e ripristinando le porzioni degradate o ammalorate.

Metodo convenzionale: applicabile a qualunque tipologia di costruzione e si avvale dei convenzionali metodi di valutazione previsti nelle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2008).
In questo caso sono presi in considerazione 2 parametri:

  • Economico: Classe PAM (perdita annua media attesa) che rappresenta il costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici possibili nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione.
  • Sicurezza: Classe IS-V (indice di sicurezza) rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della vita e quella prevista nel sito per un nuovo edificio.
    La classe di rischio si individua mettendo in relazione i due parametri, privilegiando nel confronto la classe più bassa di rischio.

classi-PAM-IS-V

Una volta determinata la classe di rischio e intrapresi interventi di miglioramento si potrà usufruire degli incentivi fiscali in base al salto di classe raggiunto dopo i lavori. Se il passaggio migliorativo sarà di una classe l’incentivo sarà pari al 70% dell’investimento, se invece sarà di 2 classi si potrà applicare la percentuale di detrazione dell’80% (85% per i condomini). L’importo massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro. Rispetto alle ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe l’incentivo è pari al 50%, assimilabile a quello per la mera ristrutturazione edilizia.

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