Italia Antisismica: incentivi e modalità di intervento

Il convegno

Martedì 6 febbraio, Confindustria Emilia sede di Modena, ha ospitato un incontro promosso da Isi Ingegneria sismica italiana e Cresme, Centro ricerche economico sociali e di mercato nell’edilizia.

Al centro il terremoto e le note problematiche relative alla estrema vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano. In questa sede, Isi  e Cresme hanno presentato un importante rapporto dal titolo, “Incentivi e riduzione del rischio sismico in Italia: cosa fare, come fare”, realizzato da entrambe le associazioni in collaborazione, in materia finanziaria, con Harley&Dikkinson. Lo studio codifica valutazioni sulla dimensione complessiva delle attività potenzialmente realizzabili e sulle modalità per intervenire per adeguare gli immobili a rischio sismico, nonché sul numero di persone e immobili a rischio sismico nelle province italiane.

Numerosi gli interventi che si sono succeduti nel corso dell’incontro, tra gli altri quello dell’On. Paola De Micheli, Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016 che ha illustrato lo stato di avanzamento e gli incentivi previsti per la ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia.

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Guarda il video con le interviste curate dalla rivista Ingenio:

Rapporto Isi – Cresme

Il rapporto Isi-Cresme – come illustra Ing. Luca Ferrari, presidente di Isi– si compone di tre macro capitoli cui Isi ha dato il suo contributo ingegneristico: il primo ha lo scopo di evidenziare le procedure, i passaggi per poter accedere agli incentivi di tipo antisismico; il secondo passa in rassegna le tecnologie più innovative a disposizione di imprese e professionisti per agire in modo efficace a seconda del tipo di interventi da effettuare delle modalità operative e della tipologia dell’edificio; il terzo, sempre per la parte curata da Isi, rappresenta il contributo di 14 aziende che mettono a disposizione una sorta di Abaco di tecnologie utili a tecnici e imprese.”

L’Architetto Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme ha fatto il punto sull’entità del rischio sismico in Italia, così come puntualizzato nel rapporto, con particolare riguardo all’Emilia Romagna, teatro di un sisma che per la prima volta ha coinvolto pesantemente le attività produttive causando miliardi di euro di danni in una delle aree del territorio nazionale più altamente industrializzate.

Come noto l’Italia insiste su un’area a forte rischio sismico: 48 milioni di italiani vivono in 11 milioni di edifici, 17 milioni di abitazioni sono situate in aree a pericolosità sismica 1,2,3. Nella prima zona sono possibili fortissimi terremoti, nella zona 2 forti terremoti, nella zona 3 possono verificarsi, seppur raramente, forti terremoti.

Secondo la classificazione sismica dei comuni italiani il 44% del territorio nazionale è in area a elevato rischio (zona 1 e 2), ma se si allarga questo bacino di rischio alla potenziale platea di beneficiari del Sismabonus che include anche la zona 3, le dimensioni aumentano considerevolmente e arrivano all’80% del Paese.
Di seguito uno schema che riassume per grandi numeri lo stato dell’arte sugli studi statistici che determinano la probabilità del verificarsi di un sisma.

Tabella-variabili-rischio-sismico

Sismabonus e classificazione sismica degli edifici

Segue la quantificazione relativa all’entità delle opere e del mercato che queste potrebbero rappresentare. Gli investimenti potenzialmente attivabili nelle zone 1,2,3 oscillano tra i 900 e i 1.000 miliardi di euro.

Ed è qui che entrano in gioco gli incentivi fiscali, meglio noti come Sismabonus: una serie di detrazioni di imposta progressive che partono dal 50% e arrivano, per i condomini, fino all’85% dell’investimento, su un massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Isi ha svolto un ruolo determinante presso il Ministero dei lavori pubblici nella determinazione dei criteri coi quali stabilire tali incentivi. E’ infatti dal 2013, con la pubblicazione di un manifesto sui criteri per la classificazione sismica degli edifici, che collabora con istituzioni e mondo accademico. E nel 2017 ha finalmente ottenuto l’entrata in vigore della classificazione sismica degli edifici.

Classificazione-sismica

Si tratta di una scaletta rappresentata più o meno nelle stesse vesti della classificazione energetica che fornisce utili parametri per definire la classe di rischio di un edificio e costituisce la base per determinare l’entità degli incentivi concedibili. Il miglioramento sismico che consente il passaggio da una classe a quella immediatamente successiva, comporterà la possibilità di detrarre il 70% della spesa, se invece il passaggio è di due classi si avrà una detrazione dell’80%, dell’85% nel caso si tratti di condomini. Semplici interventi di riduzione del rischio sismico, senza una previa diagnosi del rischio con determinazione della classe di appartenenza dell’edificio, rientrano nella più generale previsione di detraibilità prevista per le semplici ristrutturazioni e che è pari al 50% della spesa.

Come finanziare le opere

Come utilizzare al meglio questi incentivi spalmabili in 5 anni e non in 10 come accade invece per le mere ristrutturazioni edilizie? Simili detrazioni infatti, sia per le tempistiche sia per l’entità, richiedono una capienza reddituale di cui non tutti i cittadini dispongono. Ecco dunque le proposte finanziarie poste in campo da Harley Dikkinson. Attraverso questo partner finanziario, che funge da intermediario in tutte le fasi operative e di avvio degli interventi, è possibile cedere il credito pari alla percentuale dell’importo detraibile e pure la parte che residua da restituire poi, in quest’ultimo caso, attraverso un piano personalizzato di ammortamento del debito.
Di seguito la figura che schematicamente riassume tutta la procedura.

Harley-Dikkinson-cessione-credito

In conclusione, per troppo tempo abbiamo speso cifre enormi (circa 3 miliardi di euro/anno) per la ricostruzione e per gestire le emergenze, contando purtroppo molte vittime. Ora ci sono gli strumenti e i modi per poterli utilizzare e la convenienza per affrontare il lungo percorso della messa in sicurezza del nostro territorio è innegabile. E’ necessario far conoscere queste opportunità e diffondere la cultura della prevenzione nella certezza che circa ogni tre anni il nostro Paese viene colpito da immani disastri. Questo è e questo sarà sempre, in Italia area quasi interamente a rischio sismico.

 

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