Farete Bologna – Il terremoto e i dispositivi antisismici

A Farete un summit esaustivo dedicato alle attività produttive su tutte le problematiche dei terremoti: dalla messa in sicurezza alla legislazione vigente, agli incentivi fiscali.

Si è svolto il 6 settembre scorso, presso la fiera di Bologna, nella vivace cornice di Farete, manifestazione dedicata alle imprese del territorio emiliano romagnolo organizzata da Confindustria Emilia: un incontro che approfondisce tutti i temi della messa in sicurezza degli edifici industriali. Ance Ferrara, Ance Modena e Ance Bologna hanno promosso l’incontro.

Per gli imprenditori, una carrellata sulle tecnologie più innovative per mettere in sicurezza le strutture produttive e garantire la continuità dell’operatività aziendale in seguito a un possibile sisma. Al centro dunque le strategie di intervento per rendere effettiva la salvaguardia del patrimonio aziendale. Quando si tratta di imprese, infatti, oltre alla imprescindibile tutela delle persone, è importante proteggere, oltre all’edificio, magazzini e macchinari che spesso hanno un valore superiore a quello della struttura stessa.

 “Il primo passo – spiega il prof. Claudio Mazzotti docente dell’Università di Bologna – consiste nella valutazione accurata del rischio sismico che è la risultante di tre componenti: la pericolosità, che attiene alla classificazione di rischio del territorio; la vulnerabilità, che riguarda le caratteristiche del fabbricato e l’esposizione che invece fa riferimento al valore dei beni da tutelare ed è quindi strettamente correlata alla quantificazione del possibile danno”

Le tecniche più innovative che consentono interventi strutturali efficaci prevedono l’applicazione di dispositivi antisismici. “I dispositivi antisismici – illustra l’ing. Andrea Pollini, ricercatore dell’Università di Bologna – rappresentano una soluzione innovativa rispetto a quelle più comuni e maggiormente praticate in Italia. La loro applicazione consente di trasferire l’energia sprigionata dai terremoti sui dispositivi stessi preservando la struttura. E’ infatti frequente che opere antisismiche, effettuate nel rispetto della normativa vigente, riguardino interventi sulla struttura che pur risultando in grado di tutelare vite umane non evitano però il danneggiamento della costruzione che risulta talvolta così consistente da richiederne la demolizione o ripristini importanti con conseguente lunga interruzione dell’attività.

Per quanto riguarda i prefabbricati esistenti a diverso utilizzo in primis quello produttivo, esistono in particolare 2 dispositivi in grado di sanare i principali elementi di vulnerabilità dei capannoni industriali individuati dalla legge della Regione Emilia Romagna, emanata in seguito al sisma del 2012. Vale a dire mancanza di collegamenti efficaci tra elementi strutturali, trave-pilastro e trave elementi di copertura e mancanza di ancoraggi efficaci delle scaffalature. Tra i presidi di sicurezza Sismocell, dispositivo antisismico in acciao e fibra di carbonio in grado di creare un collegamento efficace trave e pilastro e Sismocel Box.

Il montaggio di questi presidi di sicurezza consente, entro certi limiti di assorbire l’energia prodotta dalle scosse creando al contempo un miglioramento sismico della struttura. I dispositivi Sismocell e Sismocell Box sono gli unici in Italia certificati CE secondo la normativa UNI EN 15129 “Anti Seismic devices”.